Diocesi di Oristano
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Comunicati stampa 2009

Comunicati stampa 2010


INVIATO 26 FEBBRAIO 2010
DIOCESI ORISTANO. COMUNICATO STAMPA 6/2010. NOMINE FEBBRAIO 2010
Mons. Ignazio Sanna ha proceduto alle seguenti nomine:
Don Roberto Caria, Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose
Don Gian Carlo Caria, Direttore dell’Ufficio per le consulenze giuridico-matrimoniali
Don Mariano Pili, Assistente Diocesano dell’OFTAL
Don Alfredo Lecca, Cappellano dell’Ospedale Civile di Isili
Don Giovanni Usai, Cappellano del Casa Circondariale di Oristano
Don Aldo Carcangiu, Cappellano della Casa di Reclusione di Isili

INVIATO 22 FEBBRAIO 2010
DIOCESI ORISTANO. COMUNICATO STAMPA 5/2010. PER I LUNEDI’ DELLA CATTEDRALE, MONS. IGNAZIO SANNA RIPRENDE LA CARRELLATA SU SUPERTV DI “SANTI SENZ’ALTARE”
Mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, durante il tempo d'Avvento 2009, sulla lunghezza d'onda dell'anno sacerdotale, indetto da papa Benedetto XVI, dopo aver presentato su SuperTv, in prima serata, nella trasmissione "Santi senza altare", cinque figure sacerdotali (mons. Giovanni Sotgiu, padre Raffaele Melis, padre Giovanni Battista Manzella e padre Salvatore Deiana), continua, anche per il tempo quaresimale, una seconda carrellata di testimoni, focalizzando la riflessione su altre quattro figure di sacerdoti e religiosi che hanno testimoniato la fedeltà a Cristo e alla Chiesa nel corso del XX secolo. Il 22 febbraio sarà la volta del venerabile padre Felice Prinetti, fondatore della prima congregazione religiosa femminale della Sardegna: le Figlie di San Giuseppe di Genoni (1888); il 1 marzo 2010, l'attenzione sarà rivolta al missionario padre Salvatore Carzedda, originario di Bitti, ucciso nelle Filippine il 20 maggio 1992; l'8 marzo, un altro martire: padre Giovanni Solinas di Oliena, ucciso in Argentina nel 1683; il 15 marzo, si prosegue con Tommaso da Calangianus, frate cappuccino vissuto per trentadue anni in missione a Damasco, dove venne ucciso il 5 febbraio 1840; la carrellata si conclude, infine, con padre Silvio Serri, originario di Ussana, ucciso in Uganda nel 1979.

INVIATO 1 FEBBRAIO 2010
DIOCESI ORISTANO. COMUNICATO STAMPA 4/2010. DICHIARAZIONE DI SOLIDARIETA' DELLA CHIESA ARBORENSE IN MERITO ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 5 FEBBRAIO
La comunità diocesana arborense si associa all’appello del Santo Padre e dei Vescovi Italiani nell’incoraggiare a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie. La crisi nazionale e mondiale, infatti, si è riversata anche nelle nostre famiglie sarde, nelle nostre abitudini, nell’incertezza del nostro futuro, e sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro. Questa situazione richiede, pertanto, grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, governanti, sindacati, lavoratori, comunità civile e comunità ecclesiale. Agli amministratori della cosa pubblica e a tutti i cittadini, ora, si chiede un supplemento di solidarietà. Unendo gli sforzi tra istituzioni, sindacati, imprese, società civile, si può uscire dalla crisi, purché si anteponga il bene comune ad ogni altro interesse personale e ci si prenda cura dei bisogni dei più deboli. Senza mai dimenticare, inoltre, che le principali vittime di questa crisi sono soprattutto i giovani. Essi sono il futuro ma, senza lavoro, non hanno alcun futuro. E’ necessario, perciò, dare loro futuro, motivazioni di speranza concreta, lavorando per eliminare la dispersione scolastica, promuovere la formazione professionale, bloccare l’emigrazione dei cervelli. Si auspica che lo sciopero generale del prossimo 5 febbraio sia una occasione unitaria per riacquistare fiducia nella capacità di creare posti di lavoro e per condividere secondo giustizia costi e ricavi di una rinnovata progettualità. Uniti si vince. Divisi si perde.

INVIATO 19 GENNAIO 2010
DIOCESI ORISTANO. COMUNICATO STAMPA 3/2010. DOMENICA 24 GENNAIO COLLETTA NELLE 85 PARROCCHIE ARBORENSI PRO TERREMOTO HAITI
La comunità diocesana arborense è solidale con la popolazione di Haiti colpita dall’immane tragedia del terremoto. Pertanto, domenica 24 gennaio, in unione con tutta la chiesa italiana ed in risposta all’accorato appello del Santo Padre, si terrà una raccolta straordinaria in tutte le parrocchie, per venire incontro ai bisogni più immediati delle popolazioni. Le offerte raccolte dovranno essere inviate con sollecitudine alla Caritas Oristano, Via Cagliari 179, 09170 Oristano, Tel. 0783/70641, e-mail: oristanocaritas@alice.it, utilizzando il conto corrente postale n. 12710091, con la causale Pro terremoto Haiti.

INVIATO 14 GENNAIO 2010
DIOCESI ORISTANO. COMUNICATO STAMPA 2/2010. INTERVENTO DELL'ARCIVESCOVO MONS. IGNAZIO SANNA SULLA DELIBERA DELLA GIUNTA DEL COMUNE DI ORISTANO CIRCA LA PRIVATIZZAZIONE DELLE CENERI DEL CARO ESTINTO.
CA proposito della delibera della giunta comunale della città di Oristano, che consente che le ceneri del defunto possano essere conservate a casa, si ritiene opportuno ribadire quanto hanno precisato i Vescovi Italiani nella loro assemblea straordinaria tenutasi ad Assisi nel novembre scorso: “la prassi di spargere le ceneri in natura, oppure di conservarle in luoghi diversi dal cimitero, come, ad esempio, nelle abitazioni private, solleva non poche domande e perplessità. La Chiesa ha molti motivi per essere contraria a simili scelte, che possono sottintendere concezioni panteistiche o naturalistiche. Soprattutto nel caso di spargimento delle ceneri o di sepolture anonime si impedisce la possibilità di esprimere con riferimento a un luogo preciso il dolore personale e comunitario. Inoltre si rende più difficile il ricordo dei morti, estinguendolo anzitempo. Per le generazioni successive la vita di coloro che le hanno precedute scompare senza lasciare tracce”.
La privatizzazione delle ceneri è di fatto un abbandono di quella dimensione comunitaria che nella tomba del cimitero trova il suo luogo di memoria e di pietà collettiva. Così, infatti, ha sempre pensato l'umanità di sé fin dalle sue origini quando, rifiutandosi di arrendersi all'insignificanza biologica, ha costruito sulla terra quei recinti sepolcrali e poi quei monumenti alla morte, che, dalle piramidi d'Egitto alle tombe greche, romane ed etrusche, sono a testimoniare la differenza che l'uomo ha sempre percepito tra sé e l'animale. Può il singolo individuo gestire la morte che è stata sempre gestita in modo comunitario, con riti a cui si partecipa collettivamente per diluire il dolore con il conforto? La morte è un evento ineluttabile che neppure l'amore più grande di questa terra sa reggere e contenere. Per questo gli uomini, tra i viventi gli unici che sanno di dover morire, hanno fatto comunità e hanno lasciato nelle necropoli non i loro resti storici ma memoria perenne della condizione umana. Questa memoria rischia di essere abolita, anche se ciò avviene per amore. Perché non sembra sia vero amore, ma possesso, voler trattenere in qualche modo chi, precedendoci, ci ha ricordato la nostra ineluttabile condizione. Il cimitero è e rimane “la città della memoria”, un luogo dello spirito, dove semplici lapidi legano nomi a storie di gioia e di dolore, tanti fiori colorano il ricordo delle persone amate, miriadi di lumicini illuminano il buio del giorno e della notte, dove la poesia, quella vera, non privilegio dei poeti, sa trovare parole giuste per sentimenti profondi.

INVIATO 4 GENNAIO 2010
DIOCESI ORISTANO. COMUNICATO STAMPA 1/2010. Per l’Epifania Mons. Ignazio Sanna celebra la S. Messa nella Colonia penale di Isili
CSi informa che il prossimo 6 gennaio 2010, alle ore 10.00, in occasione della solennità dell'Epifania, Mons. Ignazio Sanna farà visita e presiederà l’eucarestia nella Colonia penale di Isili.


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